sabato 25 luglio 2015

DICIAMO NO A QUESTO CALCIO MALATO!


prendendo spunto dal cartone animato kung fu panda viene da pensare al maestro oogway, quando le acque sono agitate non riesci a capire ma se ti fermi un attimo ed aspetti ad un tratto vedi tutto chiaro. così è stato per me, costretto da esigenze personali, lavorative e familiari a saltare giù da questo carrozzone che ti porta a vivere in funzione del calcio e dei ragazzi, senza giorni o mesi di riposo, trascurando gli affettati ed i problemi familiari, ecco adesso che ho avuto un periodo per osservare con calma, tutto mi sembra più chiaro. fermandoti riesci a vedere soprattutto che oggi sono rimasti in pochi quelli che operano nel mondo del calcio giovanile per passione, come ho imparato a fare quando entrai nella Caldora Calcio di Carmine Cupido, nel lontano 1999. poi, la crisi economica e la conseguente perdita di ricchezza e di posti di lavoro, hanno fatto sì che in tanti vedessero in questo mondo una facile fonte di guadagno e da qui il via al proliferare di società e guru della palla. d'estate soprattutto si possono apprezzare soggetti che rilevano società prestigiose (per poi ridurle ai minimi termini in pochi anni), neonate società certe di possedere il segreto del calcio (salvo poi svanire nel nulla nel giro di qualche stagione), vecchie società allo sbando che dicono "quest'anno non è come l'anno scorso" (new deal), mister con gruppi di ragazzi al seguito (tipo scafisti del mediterraneo), mister con sponsor incorporato (allenatore a costo zero), genitore con fenomeno incompreso da valorizzare (piccoli messi crescono), ragazzo da inserire a tutti i costi (rispetta il cane per il padrone), tutto questo alle spalle di tante brave, oneste ed ingenue persone che ce la mettono tutta, competenza, passione, tempo e denaro nella speranza che anche la società ed i responsabili operino nell'interesse del ragazzo. alla fine pero se ci si chiede perché siamo passati da un ventennio d'oro, con un pescara in A zeppo di abruzzesi ed una nazionale campione del mondo con due pescaresi, al nulla di oggi, oppure perché oltre il 50% dei calciatori di A sono stranieri, alle tue domande la risposta ce l'hai chiara. anzi guardando una partita d'eccellenza, dove i pochi fuoriquota obbligatori di certo non sono i protagonisti della partita l'avrai ancor più chiara: perché quello che si apprendeva all'antistadio duro come il marmo (dove ti venivano i polpacci come Roberto Carlos), al rampigna zuppo d'acqua (dove ti venivano gli addominali come CR7), nelle interminabili partite in piazza (dove facevi più corse di J. Zanetti), purtroppo oggi non lo puoi apprendere quasi da nessuna parte. proviamo a ripartire dalle cose semplici, dalla vera scuola calcio e magari alcuni operatori trovarsi prima un lavoro e poi iniziare a fare calcio come passione e hobby.
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