martedì 10 febbraio 2015

CERCHIAMO DI PORTARE SERENITA' NEL NOSTRO CALCIO




Notavo in questi giorni attacchi incrociati sempre sullo stesso soggetto, il povero ARBITRO, usato come capro espiatorio, come origine di tutte le sventure di una squadra,  ricettacolo di tutti i mali della società italiana, la cosa sinceramente mi lascia basito. Fino a quando sono ragazzi di 15-20 anni a sposare la tesi del complotto sarebbe pure accettabile, anche il sottoscritto in quella fascia d’era tra i falchi e non tra le colombe, tra quelli pronti a trovare la colpa nel direttore di gara, sempre restando nell’argine della civiltà, senza ricevere squalifiche a tempo, multe o deferimenti, oggi però sono passate molte stagioni e l’esperienza mi ha portato a comprendere che ci sono arbitri bravissimi, arbitri bravi ed arbitri meno bravi, quelli incapaci sono una piccola minoranza, anche se non si possiamo negare la loro esistenza.
Il mio parere è che nessun arbitro prende soldi da nessuno, non li hanno presi quelli indagati in Farsopoli, non li prendono quelli che vanno a dirigere i campionati amatoriali di Promozione, Prima, Seconda e Terza, non li prendono a maggior ragione quelli che arbitrano nei settori giovanili.
La cultura del sospetto ha infangato e distrutto il campionato italiano di massima serie, noi però continuiamo imperterriti su quella strada. Da tempo la cultura del sospetto si è insinuata nei campionati dilettantistici-amatoriali, dove leggo con ilarità i comunicati ufficiali delle società, leggo i commenti sui campionati giovanili, gli stessi recitano: “partita condizionata dell’arbitro”, “un clamoroso errore dell’arbitro ha falsato la gara”, quasi tutti quelli che non hanno vinto, hanno pareggiato o hanno perso  per cause esterne alla squadra,  tutto questo è davvero inaccettabile. Punizioni, fuori gioco, rigori ed espulsioni non incidono sul risultato nemmeno un decimo dei gol clamorosamente falliti a porta vuota, delle papere dei portieri, delle marcature sbagliate, delle formazioni messe a caso in campo, dei pali e delle traverse. Se passasse questo concetto forse riusciremo a dare qualità al nostro movimento, forse riusciremo a trovare gli errori della nostra squadra ed evitarli in futuro, forse i giocatori non avranno più alibi, gli allenatori non avranno più scusanti e tutti accetteranno quella inopportuna, inaspettata, immeritata, “maledetta” sconfitta con la serenità che il 90% della colpa è da attribuire a noi, ai giocatori e chi la ha guidati dalla panchina.
Sono certo che nessun arbitro parte da Teramo per penalizzare il mitico Real Caldari contro la famosissima Castellammare Pescara Nord, nessun ragazzo di Lanciano arriva in quel di Arsita per favorire il potentissimo Virtus Montesilvano Colle. Sono le situazioni in campo e l’atteggiamento dei tesserati a far si che l’arbitro non sia sereno e commetta degli clamorosi svarioni, noi assistiamo in champions league arbitri ad super pagati e professionisti, ben sei su ogni campo, che commettono dei clamorosi errori, cosa possiamo aspettarci da dei ragazzi che studiano o lavorano come attività principale? In fondo basta riflettere a mente serena per capire che quelli che a molti sembrano Demoni inviati dalla massoneria per distruggere la nostra squadra sono solo ragazzi, i quali vorrebbero scendere in campo e fare una bella prestazione, prendere meno parole possibile, finire al più presto la gara, nel migliore dei modi, senza essere aggredito verbalmente e fisicamente, in fondo è solo questo il disegno oscuro di quell’arbitro quando si mette in macchina per fare molti chilometri e raggiungere un lontano campo a lui assegnato. Cari amici e colleghi, i politici ci hanno affamato, i politici del calcio ci hanno distrutto le nostre amate squadre di serie A, non roviniamoci anche i nostri campionati giovanili e dilettanti. Buona stagione a tutti!
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