giovedì 18 agosto 2016

LA SCELTA IN CONTROTENDENZA DELLA CREMONESE



La Cremonese, qualche giorno fa, ha deciso di chiudere la Scuola Calcio per i più piccoli, dopo tre anni di attività. Il presidente Michelangelo Rampulla spiega così la propria scelta al quotidiano La Provincia: "La scuola calcio promossa in passato è stata un errore. Oggi il presidente sono io e ritengo che una società professionistica debba fare calcio e non scuola calcio. A maggior ragione se questa è a pagamento. La scuola la lasciamo alle realtà del territorio, poi al massimo la Cremo stringerà rapporti con esse per visionare ragazzi interessanti e proseguire il lavoro di scouting. La Cremonese deve tornare a svolgere il proprio compito: lasciare alle società della provincia la crescita dei ragazzi, che poi potranno continuare al percorso in grigiorosso se saranno all'altezza. Come dire: chi viene ad indossare i nostri colori è perchè lo merita, non perché paga una quota e calca i campi del Centro Arvedi. Capisco che i genitori vogliano i propri figli in un centro come il nostro, ma la nostra missione è un'altra". Come dire: La scuola calcio a chi fa scuola calcio di professione, le società professionistiche devono fare, con molta serietà, attività agonistica e basta. A differenza di molte società, anche straniere (Arsenal, Barcellona, etc.), che sfruttano il filone d'oro dei genitori che sognano ad occhi aperti novelli Messi e Ronaldo, investendo il loro tempo e qualsiasi cifra per inseguire questa utopia.
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