sabato 5 settembre 2015

L'AIA SI APPRESTA AD AFFRONTARE LA NUOVA STAGIONE



Questa stagione senza timore di accuse di piaggeria, in quanto non guido una squadra coinvolta nei campionati regionali, voglio rivolgere i complimenti ed i ringraziamenti all'associazione arbitri italiani. In particolare ho avuto modo di vedere come la sezione di Pescara in pratica non ha mai smesso di prepararsi, diverse volte, fin da luglio, ho visto i giovani ragazzi effettuare lunghe corse, ripetute e scatti intorno al campo, senza palloni e senza giochi, solo con la determinazione di voler essere fisicamente preparati per poter dirigere al meglio le gare assegnate. Rimango sempre convinto che la cultura del sospetto ha infangato e distrutto, a ragione, i campionati professionistici, noi invece tra i dilettanti dovremmo essere al riparo da tutto ciò in quanto ci sono interessi economici risibili, invece continuiamo imperterriti sulla stessa strada. Da tempo infatti la cultura del sospetto si è insinuata nei campionati dilettantistici, dove leggo con ilarità i comunicati ufficiali delle società e i commenti sul web, soprattutto sui nostri campionati giovanili, gli stessi recitano: “partita condizionata dell’arbitro”, “un clamoroso errore dell’arbitro ha falsato la gara”, "direzione arbitrale scellerata", "dite grazie all'arbitro che vi ha fatto vincere", quasi tutti quelli che non hanno vinto, hanno pareggiato o hanno perso  per cause esterne alla squadra, tutto questo è davvero ridicolo quanto inaccettabile. Punizioni, fuori gioco, rigori ed espulsioni non incidono sul risultato nemmeno un decimo dei gol clamorosamente falliti a porta vuota, delle papere dei portieri, delle marcature sbagliate, delle formazioni sbagliate dal mister, dei pali e delle traverse. Se passasse questo concetto forse riusciremo a dare qualità al nostro movimento, forse riusciremo a trovare i veri errori della nostra squadra ed evitarli in futuro, forse i giocatori non avranno più alibi, gli allenatori non avranno più scusanti e tutti accetteranno quella inopportuna, inaspettata, immeritata, “maledetta” sconfitta con la serenità che il 90% della colpa è da attribuire a noi, ai giocatori e chi la ha guidati dalla panchina.
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