venerdì 26 luglio 2013

UNA SOCIETA' A MISURA DI RAGAZZO


I primi giorni di lavoro nella nuova società ha confermato la bontà della mia scelta, da dentro ho potuto vedere e capire che la D'Annunzio Marina ha il ragazzo al centro del suo progetto, la formazione e la valorizzazione dell'allievo, sotto tutti gli aspetti, prelude alcune volte al passaggio in una società professionistica e negli altri casi il ragazzo viene sempre seguito assecondandone le possibilità e le attitudini.
Sembra tutto normale, invece non lo è, visto che la tantissime società custodiscono gelosamente i ragazzi nell'interesse delle squadre e dei campionati da esse disputati, finisce che i ragazzi arrivano a 18 anni cullando sogni e speranze, trovandosi un bel giorno nulla, magari perchè la sua società ha rifiutato inviti a provini da parte di società professionistiche, addirittura richieste per farlo giocare in campionati nazionali, così una volta che i ragazzi si rendono conto di essere stati ingannati e sfruttati per anni a fini societari non capiscono ed hanno una repulsione nei confronti di questo mondo,  scappano e reagiscono nelle maniere più imprevedibili, di solito tradotte in seratine, amici, alcool, ragazzine ed a volte anche droga.
Così ho capito che la D'Annunzio è il posto giusto per me per costruire qualcosa, nell'interesse del ragazzo, la D'Annunzio negli anni ha dato diversi ragazzi a società professionistiche, il più famoso è Mele, che dal pescara è finito addirittura in nazionale, passando per questa stagione dove altri ragazzi 96', 97' e 99' sono finiti in una società di Lega Pro e non importa se questi ragazzi, di sicuro valore, avrebbero permesso alla società diretta dall'esperto Mincarini di stare tra le prime del proprio campionato. Speriamo che le società recepiscano questo messaggio e che lo facciano soprattutto i ragazzi, scegliendo sempre la soluzione migliore, evitando che "quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito".
Posta un commento